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Finanziamenti a fondo perduto per la nascita di nuove imprese di under 46: ditta individuale, società, studi professionali – Resto al Sud

Resto al Sud sostiene la nascita e lo sviluppo di nuove attività imprenditoriali e libero professionali in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia e nelle aree del cratere sismico del Centro Italia (Lazio, Marche, Umbria). L’incentivo è destinato a chi ha un’età compresa tra i 18 e i 45 anni.

 

Con l’arrivo del nuovo anno, sono due le importanti novità che riguardano gli incentivi Resto al Sud e la loro applicazione sui territori agevolati:

  • Regime transitorio: la Legge di Bilancio 2020 ha introdotto il regime transitorio in relazione all’estensione dei limiti di età. Pertanto, per il 2019 e fino al 31 dicembre 2020, potrà presentare domanda anche chi possedeva il requisito dell’età (under 46) al 1 gennaio 2019, ossia alla data di entrata in vigore della legge 145/2018 (legge di bilancio 2019). Dal 1 gennaio 2021 invece il requisito d’età dovrà essere posseduto alla data di presentazione della domanda.
  • Nessun limite di età per 24 comuni dell’area del cratere sismico Centro Italia. Si tratta di 24 comuni su 116 che presentano una percentuale di edifici dichiarati inagibili superiore al 50%. Questa modifica è stata introdotta dalla legge 156 del 12 dicembre 2019 (pubblicata in GU il 23 dicembre 2019) che modifica il DL 123/2019 che aveva esteso Resto al Sud ai comuni del cratere sismico centro Italia.

 

Elenco dei 24 Comuni con inagibilità superiore al 50%:

Accumoli, Amatrice, Acquasanta Terme, Arquata del Tronto, Montegallo, Montemonaco, Caldarola, Camerino, Camporotondo di Fiastrone, Castelsantangelo sul Nera, Cessapalombo, Colmurano, Fiastra, Gualdo, Montecavallo, Monte San Martino, Muccia, Pieve Torina, San Ginesio, Sant’Angelo in Pontano, Ussita, Valfornace, Visso, Norcia.

 

 

Descrizione

Resto al Sud è l’incentivo che sostiene la nascita di nuove attività imprenditoriali avviate nelle regioni del Mezzogiorno e alle zone dell’Italia Centrale colpite dai terremoti del 2016 e 2017.

Il Finanziamento Resto al Sud offre un’agevolazione fino a 200.000 euro per la costituzione di nuove imprese da parte di imprenditori, nei settori dell’Artigianato e dell’Industria, fornitura di servizi e turismo.

In caso di ditta individuale il massimo finanziabile è 50.000 euro, mentre in caso di società, per ogni socio con i requisiti si aggiungono altri 50.000 euro, fino a raggiungere un massimo di 200.000 euro.

Settori ammessi

L’intervento finanzia attività imprenditoriali relative a:

  • produzione di beni nei settori dell’artigianato e dell’industria, della pesca e dell’acquacoltura;
  • fornitura di servizi, compresi i servizi turistici;
  • attività libero-professionali.

Esempio di attività agevolabili:

  • manifatturiero;
  • ristorazione-bar;
  • ricettività turistica (affittacamere, case vacanza, alberghi);
  • produzione audio-video (studio fotografico o di video editing);
  • assistenza sanitaria;
  • erogazione di servizi alle imprese;
  • erogazione di servizi alla persona (ludoteche, asili nido, biblioteche).

Settori esclusi

  • agricoltura, silvicoltura e pesca;
  • commercio all’ingrosso e al dettaglio;
  • attività immobiliari.

Beneficiari

Le agevolazioni sono rivolte ai giovani tra i 18 e i 45 anni che:

  • sono residenti in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia e nelle aree Sisma in Umbria, Lazio e Marche al momento della presentazione della domanda, o disposti a trasferire la residenza nelle suddette regioni/comuni dopo la comunicazione di esito positivo;
  • non hanno un rapporto di lavoro a tempo indeterminato per tutta la durata del finanziamento (nel caso in cui il richiedente abbia un rapporto di lavoro a tempo indeterminato in corso, può presentare comunque la domanda per richiedere Resto al Sud ma deve essere pronto ad abbandonare il posto di lavoro nel caso in cui risultasse vincitore del finanziamento);
  • non sono già titolari di altra attività di impresa in esercizio;
  • (per i liberi professionisti): non risultano titolari di partita IVA , nei dodici mesi antecedenti alla presentazione della domanda, per lo svolgimento di un’attività analoga a quella per cui chiedono le agevolazioni.

Possono presentare richiesta di finanziamento le società, anche cooperative, le ditte individuali costituite successivamente alla data del 21 giugno 2017, o i team di persone che si costituiscono entro 60 giorni (o 120 se residenti all’estero) dopo l’esito positivo della valutazione.

Si ritengono ammissibili le imprese costituite o da costituire nelle seguenti forme giuridiche:

  • impresa individuale;
  • lavoro autonomo (libero professionista);
  • società, comprese le società cooperative.

Nel caso delle società cooperative, laddove siano presenti anche soci che non abbiano i requisiti anagrafici richiesti dal regolamento, comunque in misura non superiore ad un terzo, questi non possono accedere alle agevolazioni.

Nel caso di nuove imprese, le stesse, dovranno essere costituite entro 60 giorni dalla comunicazione di ammissione all’agevolazione o entro 120 giorni qualora i giovani siano residenti all’estero.

Potranno fare parte della compagine sociale, ma non potranno in nessun caso beneficiare dei finanziamenti, anche soggetti che non abbiano un’età compresa fra i 18 e i 46 anni, a condizione che la loro presenza non sia superiore ad un terzo dei componenti e non abbiano rapporti di parentela fino al quarto grado con alcuno degli altri soci.

Le imprese e le società sono tenute a mantenere, per tutta la durata del finanziamento, la propria sede legale ed operativa nelle citate regioni di operatività della misura.

Spese ammissibili

Sono ammissibili alle agevolazioni previste dalla seguente misura, l’acquisto di beni e servizi rientranti nelle date categorie:

a) opere edili relative a interventi di ristrutturazione e/o manutenzione straordinaria connessa all’attività del soggetto beneficiario nel limite massimo del 30% del programma di spesa;

b) arredamenti, macchinari, impianti, attrezzature nuovi di fabbrica;

c) programmi informatici e servizi per le tecnologie dell’informazione e della telecomunicazione (TIC) connessi alle esigenze produttive e gestionali dell’impresa;

d) spese relative al capitale circolante inerente allo svolgimento dell’attività d’impresa nella misura massima del 20% del programma di spesa: materie prime, materiali di consumo, semilavorati e prodotti finiti, utenze e canoni di locazione per immobili, canoni di leasing, garanzie assicurative funzionali all’attività finanziata.

Spese non ammissibili

Non sono ammissibili alle agevolazioni, le spese:

a) relative ai beni acquisiti con il sistema della locazione finanziaria, del leasing e del leaseback, fatta eccezione dei canoni di leasing maturati entro il termine di ultimazione del progetto imprenditoriale;

b) per l’acquisto di beni di proprietà di uno o più soci dell’impresa richiedente le agevolazioni e, nel caso di soci persone fisiche, anche dei relativi coniugi ovvero di parenti o affini dei soci stessi entro il terzo grado;

c) riferite a investimenti di mera sostituzione di impianti, macchinari e attrezzature;

d) effettuate mediante il cosiddetto «contratto chiavi in mano»;

e) relative a commesse interne;

f) relative a macchinari, impianti e attrezzature usati;

g) notarili, imposte, tasse;

h) relative all’acquisto di automezzi, fatta eccezione per quelli strettamente necessari al ciclo di produzione di cui al Programma di spesa o per il trasporto in conservazione condizionata dei prodotti;

i) di importo unitario inferiore a euro 500,00;

j) relative alla progettazione, alle consulenze e all’erogazione degli emolumenti ai dipendenti delle imprese individuali e delle società, nonché agli organi di gestione e di controllo delle società stesse.

Caratteristiche e intensità dell’agevolazione

Il finanziamento copre il 100% delle spese ammissibili fino ad un massimo di 50.000 euro per ciascun richiedente. Nel caso in cui la domanda sia presentata da più soggetti già costituiti o che intendano costituirsi in forma societaria, ivi incluse le società cooperative, l’importo massimo del finanziamento erogabile è pari a 50.000 euro per ciascun socio con tetto massimo ammissibile di 200.000 euro per ogni singolo progetto (de minimis).

La misura prevede la concessione di un mix di agevolazioni tra contributo a fondo perduto e prestito a tasso zero erogato da banche convenzionate, così articolato:

  • un Contributo a fondo perduto per il 35% dell’investimento complessivo;
  • un Finanziamento a tasso zero per il restante 65% dell’investimento complessivo. Il prestito a tasso zero dovrà essere rimborsato entro 8 anni complessivi dalla concessione, di cui i primi 2 anni di preammortamento. La quota del prestito sarà garantita dal Fondo di Garanzia L. 662/96 per le PMI (piccole e medie imprese) e sarà erogata da banche che aderiranno alla convezione tra Ente gestore e ABI che definirà le condizioni tipo dei mutui. Gli interessi del finanziamento sono integralmente coperti da un contributo in conto interessi.

 

Un esempio pratico:

Ditta Individuale:

n. 1 Socio con meno di 46 anni: Massimo finanziamento agevolabile = 50.000 euro (totale da rimborsare 32.500 euro).

Società:

n. 2 Soci con meno di 46 anni: (2 X 50.000)= 100.000 euro (totale da rimborsare 65.000 euro);

n. 3 Soci con meno di 46 anni: (3 X 50.000)= 150.000 euro (totale da rimborsare 97.500 euro);

n. 4 Soci con meno di 46 anni: (4 X 50.000)= 200.000 euro (totale da rimborsare 130.000 euro)

Risorse disponibili

1.250 milioni di euro.

Scadenza

Domande presentabili fino ad esaurimento fondi.

 

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