Contributi fino a 300.000 euro per imprese manifatturiere nei consorzi industriali di Lazio e Marche
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Cos’è
Il Fondo di contrasto alla deindustrializzazione 2026 è l’incentivo gestito da Invitalia per sostenere gli investimenti delle imprese manifatturiere nei territori dei consorzi industriali del Lazio e delle Marche – Piceno Consind.
La misura finanzia progetti di avvio, potenziamento e riqualificazione di unità produttive, con l’obiettivo di contrastare fenomeni di deindustrializzazione e rafforzare il tessuto produttivo locale.
Dotazione finanziaria
La dotazione complessiva del Fondo è pari a 120 milioni di euro, così ripartiti:
- 100 milioni di euro per il Consorzio industriale del Lazio;
- 20 milioni di euro per il Consorzio Piceno Consind.
A chi si rivolge
Possono presentare domanda le imprese manifatturiere, di qualsiasi dimensione, con codice ATECO rientrante nella sezione C – Attività manifatturiere, già insediate o che intendano insediarsi nei territori agevolabili.
Le imprese devono inoltre essere regolarmente costituite e iscritte al Registro delle Imprese, non trovarsi in liquidazione, fallimento o altre procedure concorsuali e rispettare gli obblighi contributivi, fiscali, antimafia e assicurativi previsti dalla normativa.
Agevolazione prevista
L’incentivo consiste in un contributo in conto capitale, concesso in regime de minimis, fino al 100% delle spese ammissibili e comunque nel limite massimo di 300.000 euro per impresa beneficiaria.
Le domande saranno gestite con procedimento a sportello, fino a esaurimento delle risorse disponibili.
Investimenti ammissibili
- Ristrutturazione o realizzazione dell’immobile in cui viene svolta l’attività manifatturiera;
- Ammodernamento e ampliamento dell’attività produttiva;
- Innovazione di prodotto e di processo;
- Digitalizzazione e investimenti immateriali;
- Conversione verso modelli di maggiore sostenibilità ambientale ed economica;
- Avvio di nuove unità produttive.
Spese ammissibili
Sono ammissibili le spese sostenute dall’8 maggio 2024 al 31 dicembre 2028, relative a:
- opere murarie, impiantistiche strumentali e assimilate;
- macchinari, impianti, arredi e attrezzature nuovi di fabbrica;
- spese di installazione;
- immobilizzazioni immateriali.
I beni devono essere nuovi, utilizzati esclusivamente nell’unità produttiva oggetto del progetto e iscritti nei libri contabili come immobilizzazioni materiali o immateriali.
Spese non ammissibili
- consulenze specialistiche;
- leasing e locazione finanziaria;
- commesse interne;
- macchinari, impianti e attrezzature usati;
- acquisto o locazione di terreni e fabbricati;
- costi di funzionamento, scorte, materie prime e materiali di consumo;
- formazione del personale;
- spese di trasporto, imposte e tasse, salvo IVA non recuperabile;
- costi di intermediazione commerciale.
Territori ammessi nelle Marche
Per il Consorzio Piceno Consind, i Comuni ammessi sono:
Acquasanta Terme, Acquaviva Picena, Appignano del Tronto, Arquata del Tronto, Ascoli Piceno, Carassai, Castel di Lama, Castignano, Castorano, Colli del Tronto, Comunanza, Cossignano, Folignano, Force, Grottammare, Maltignano, Monsampolo del Tronto, Montalto delle Marche, Montedinove, Montegallo, Montemonaco, Monteprandone, Offida, Palmiano, Ripatransone, Roccafluvione, Rotella, San Benedetto del Tronto, Spinetoli, Venarotta.
Sono inoltre ammessi i Comuni appartenenti ai consorzi industriali del Lazio indicati negli elenchi ufficiali della misura.
Termini di presentazione
Le domande possono essere presentate solo tramite la piattaforma informatica dedicata, dalle 12.00 del 31 agosto 2026 alle 12.00 del 30 ottobre 2026.
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Entro 24 ore riceverai una risposta se hai i requisiti per accedere al bando e le modifiche da apportare al progetto per ottimizzare l’ammissione al contributo
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