Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Novità, Puglia, Sardegna, Sicilia

RESTO AL SUD: Incentivi per nuove imprese di under 46 nelle regioni del mezzogiorno

 

Approvata dal decreto Mezzogiorno n. 91-2017 la misura RESTO AL SUD,  a sostegno dell’autoimprenditorialità. La Legge di Bilancio 2019 ha esteso l‘incentivo anche ai Liberi professionisti e agli under 46, che intendono avviare o abbiano già avviato un’attivita professionale o un’impresa nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. L’agevolazione prevede un finanziamento pari a 50.000 euro per ciascun richiedente, con un mix di agevolazioni tra contributo a fondo perduto e prestito a tasso zero erogato da banche convenzionate e garantito dal Fondo di garanzia.

 

Descrizione

Il decreto-legge n. 91-2017 ha previsto un nuovo regime di aiuto, denominato Resto al Sud, per incoraggiare la costituzione di nuove imprese nelle Regioni meno sviluppate e in transizione: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, da parte di neo-imprenditori.

Settori

L’intervento finanzia attività imprenditoriali relative

  • a produzione di beni nei settori dell’artigianato e dell’industria, della pesca e dell’acquacoltura;
  • alla fornitura di servizi, compresi i servizi turistici e di consulenza professionale.

Sono escluse le attività commerciali.

Beneficiari

Imprese (ditte individuali e società); Privati; Liberi professionisti; Cooperative.

Potranno accedere i soggetti di età compresa tra i 18 ed i 45 anni, che intendono avviare o abbiano già avviato un’impresa nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Al momento della presentazione della domanda, i richiedenti:

  • potranno essere sia residenti che non residenti nelle regioni di operatività della misura. Nel caso non lo siano, dovranno trasferire la loro residenza nelle regioni sopraindicate entro 60 giorni dalla comunicazione di ammissione all’agevolazione ovvero entro 120 giorni se residenti all’estero. La residenza dovrà essere mantenuta per l’intera durata del finanziamento pena la revoca dell’agevolazione concessa.
  • non dovranno:
    – essere stati titolari di attività di impresa in esercizio alla data di entrata in vigore del D.L. 91/2017 (avvenuta il 21 giugno 2017);
    – risultare già beneficiari, nell’ultimo triennio, di ulteriori misure a livello nazionale a favore dell’autoimprenditorialità.

Si ritengono ammissibili le imprese costituite o da costituire nelle seguenti forme giuridiche:

  • impresa individuale;
  • lavoro autonomo (libero professionista);
  • società, comprese le società cooperative.

Nel caso di nuove imprese, le stesse, dovranno essere costituite entro 60 giorni dalla comunicazione di ammissione all’agevolazione o entro 120 giorni qualora i giovani siano residenti all’estero.

Potranno fare parte della compagine sociale, ma non potranno in nessun caso beneficiare dei finanziamenti, anche soggetti che non abbiano un’età compresa fra i 18 ed i 45 anni, a condizione che la loro presenza non sia superiore ad un terzo dei componenti e non abbiano rapporti di parentela fino al quarto grado con alcuno degli altri soci.

Le imprese e le società sono tenute a mantenere, per tutta la durata del finanziamento, la propria sede legale ed operativa nelle citate regioni di operatività della misura.

Spese ammissibili

Sono ammissibili alle agevolazioni previste dalla seguente misura, l’acquisto di beni e servizi rientranti nelle date categorie:
a) opere edili relative a interventi di ristrutturazione e/o manutenzione straordinaria connessa all’attività del soggetto beneficiario nel limite massimo del 30% del programma di spesa;
b) macchinari, impianti ed attrezzature nuovi di fabbrica;
c) programmi informatici e servizi per le tecnologie dell’informazione e della telecomunicazione (TIC) connessi alle
esigenze produttive e gestionali dell’impresa;
d) spese relative al capitale circolante inerente allo svolgimento dell’attività d’impresa nella misura massima del 20% del programma di spesa, tra cui le spese per materie prime, materiali di consumo, semilavorati e prodotti finiti, utenze e canoni di locazione per immobili, eventuali canoni di leasing, acquisizione di garanzie assicurative funzionali all’attività finanziata.

Spese non ammissibili

Non sono ammissibili alle agevolazioni, le spese:
a) relative ai beni acquisiti con il sistema della locazione finanziaria, del leasing e del leaseback, fatta eccezione dei canoni di leasing maturati entro il termine di ultimazione del progetto imprenditoriale;
b) per l’acquisto di beni di proprietà di uno o più soci dell’impresa richiedente le agevolazioni e, nel caso di soci persone fisiche, anche dei relativi coniugi ovvero di parenti o affini dei soci stessi entro il terzo grado;
c) riferite a investimenti di mera sostituzione di impianti, macchinari e attrezzature;
d) effettuate mediante il cosiddetto «contratto chiavi in mano»;
e) relative a commesse interne;
f) relative a macchinari, impianti e attrezzature usati;
g) notarili, imposte, tasse;
h) relative all’acquisto di automezzi, fatta eccezione per quelli strettamente necessari al ciclo di produzione di cui al Programma di spesa o per il trasporto in conservazione condizionata dei prodotti;
i) di importo unitario inferiore a euro 500,00;
j) relative alla progettazione, alle consulenze e all’erogazione degli emolumenti ai dipendenti delle imprese individuali e delle società, nonché agli organi di gestione e di controllo delle società stesse.

Caratteristiche ed entità dell’agevolazione

Il finanziamento copre il 100% delle spese ammissibili fino ad un massimo di 50.000 euro per ciascun richiedente. Nel caso in cui la domanda sia presentata da più soggetti già costituiti o che intendano costituirsi in forma societaria, ivi incluse le società cooperative, l’importo massimo del finanziamento erogabile è pari a 50.000 euro per ciascun socio con tetto massimo ammissibile di 200.000 euro per ogni singolo progetto (de minimis).

La misura prevede la concessione di un mix di agevolazioni tra contributo a fondo perduto e prestito a tasso zero erogato da banche convenzionate, così articolato:

  • un contributo a fondo perduto per il 35% dell’investimento complessivo;
  • un finanziamento a tasso zero per il restante 65% dell’investimento complessivo. Il prestito a tasso zero dovrà essere rimborsato entro 8 anni complessivi dalla concessione, di cui i primi 2 anni di preammortamento. La quota del prestito sarà garantita dal Fondo di Garanzia L. 662/96 per le PMI (piccole e medie imprese) e sarà erogata da banche che aderiranno alla convezione tra Ente gestore e ABI che definirà le condizioni tipo dei mutui. Gli interessi del finanziamento sono integralmente coperti da un contributo in conto interessi.

Risorse disponibili

1.250 milioni di euro.

Termini di presentazione

Domande presentabili fino ad esaurimento fondi.

 

 

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